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Intervista ai Elektradrive


Intervista con…
Elektradrive Simone Falovo, chitarrista


sta per uscire il vostro nuovo album: me ne parlate un pò?
Living 4 è un disco un po' diverso rispetto ai nostri due ultimi album, vuoi solo per il fatto che non abbiamo più le tastiere; di base non è più AOR in stile tradizionale, ma un hard rock melodico con una forte impronta blues. E' stato lasciato parecchio spazio alle chitarre acustiche, e come nostro solito, agli arrangiamenti dei cori…ci sono anche dei momenti prog, ma la cosa che ci piace sottolineare è che noi, come sempre, non ci siamo seduti a tavolino e programmato la composizione … tutto ha iniziato a venir fuori istintivamente e poi, come in passato, molta attenzione è stata dedicata al tema dei testi; presto sarà pubblicata sul sito ufficiale traduzione in italiano di tutte le liriche dell'album.
Lo sviluppo dei testi di Living 4 ha per noi un valore di concetto comune, che si riconduce a tre temi fondamentali:

" la salvaguardia del pianeta Terra
" le Corporazioni: un potere oscuro che si muove dietro ai governi dei popoli
" l'Uomo ed alcune sue riflessioni e domande sul suo essere

Sui testi, Elio e Simone hanno cercato di abbinare il tema più adatto possibile all'atmosfera musicale del pezzo, e siamo certi che in alcuni episodi dell'album, ciò sia stato "centrato" in pieno…non nascondiamo che apprezzeremmo molto se qualcuno dei nostri fans ci facesse sapere la sua opinione, e non come al solito succede in Italia per chi come noi scrive in inglese, si ascolta solo la musica e non si sente mai di dire "però, hanno scritto dei bei testi!" Cioè, noi abbiamo la sensazione che il giudizio su chi faccia rock in inglese qui, sia che scriva dei testi giusto per "corredo dell'opera" e non che il testo sia invece parte sostanziale del risultato finale…

2. Quale è stata la miccia che ha fatto riaccendere la band?
Sicuramente ha contato molto l'interessamento espresso nei nostri confronti dalla Valery Records, oltre una commistione di situazioni, anche difficili, che ci hanno fatto capire che i tempi per un grande ritorno erano maturi. Noi rimaniamo amici anche al di fuori della musica e quindi nel tempo siamo sempre rimasti in contatto e attivi musicalmente, anche se percorrendo strade ed esperienze diverse.
La voglia di condividere nuovamente la musica e il palco insieme ha avuto il sopravvento.

3. Siete tornati dopo molti anni di silenzio ma non con tutta la line-up storica come mai?
Manca solamente il tastierista Eugenio Manassero che nel momento della decisione di ritornare "in servizio" è stato interpellato di diritto, ma visto il tipo di scelte artistiche che la band avrebbe intrapreso, ha preferito estraniarsi dal progetto pur rimanendo comunque un
collaboratore talentuoso e prima di tutto un amico. Pochi sanno che la band, negli anni 80, è nata con i quattro componenti attuali, chiamati Overdrive e soprannominati I 4 dell'Apocalisse.
Solo successivamente, per l'uscita del primo 45giri "Let it survive", furono inserite le tastiere fisse nella line-up per non porre limiti alla ricerca, e modificato il nome in Elektradrive per sottolineare l'inserimento dell'elettronica.
Oggi siamo decisamente tornati alle nostre primarie radici in un modo molto naturale.

4. Come pensate di promuovere il disco, con un tour?
L'attesa non manca e questa volta rispetto al passato vorremo toccare anche città non visitate in passato. Anche per l'estero stiamo valutando delle possibilità per il nord Europa e la Gran Bretagna e perché no fare di nuovo una puntata a Los Angeles.

5. Pensate di ristampare anche i vecchi album, magari anche in vinile visto che ha ripreso molto a stampare?
Abbiamo iniziato un'operazione di re-mastering del nostro catalogo inserendo inediti e versioni
live inerenti al periodo storico d'uscita di ogni album. Per Over the Space, purtroppo, all'alba dell'uscita è comparsa sul mercato un'edizione parallela non licenziata da noi che dopo conseguente azione legale ha permesso di ritornare proprietari dell'opera per tutto il resto del mondo rinunciando all'Italia. Speriamo quanto prima, sull'onda di Living 4, di portare a termine quanto prefissatoci.

6. Farete un dvd o video clip per promuovere la reunion?

E' prevista l'uscita di un video clip che promuoverà un brano dell'album, più un dvd al quale stiamo lavorando da due anni che prevede il racconto della nostra storia attraverso performance live che vanno dal '83 al '93 corredato da interviste ed aneddoti narrati dalla viva voce dei componenti, per generare una testimonianza per tutti quelli che all'epoca non ci videro dal vivo.

7. Cosa pensate della scena Italiana attuale voi che venite dagli anni Ottanta?
Per certi versi oggi è tutto più facile a livello di auto-promozione grazie a strumenti come il web e le home tecnologie che permettono di esprimersi a chiunque, purtroppo però le tecnologie non sono selettive e nemmeno le etichette sopravvissute che preferiscono scegliere un clone anziché rischiare sul nuovo. I gestori dei locali sono i primi a favorire il dilagante fenomeno delle tribute band, che danno garanzia di risultato rispetto a band coraggiose che propongono materiale originale.
Negli anni 80 tutto aveva più un sapore di sperimentazione e voglia di stupirsi e si sperava che questo cambiasse l'Italia e gli operatori del settore, invece la realtà è sotto gli occhi di tutti e la musica italiana oggi riflette il popolo e la sua classe politica.
Se prima eravamo il Terzo Mondo della musica, adesso sembriamo la Russia post-comunista che va in giro in Porsche.
Per fortuna che la buona musica può sempre contare su quei pochi cultori informati e appassionati che si estraniano dal gregge e si sentono un po' alieni.

8. Quali sono i piani per il futuro?
Dato che Living 4 non nasce come una giustificazione alla reunion, vorremmo che ci fosse un seguito perché abbiamo ancora molto da dire e siamo piuttosto prolifici. Nell'immediato invece direi che i nostri piani sono di farci sicuramente vedere in giro a suonare per condividere la nostra musica con i fans.

un messaggio ai fan e a tutti i nostri lettori?
Nell'era di internet, dove ormai a livello di informazioni e documenti l'uomo ha "tutto il mondo ai suoi piedi", cercate musica del passato di cui avete solo sentito nominare e scoprirete delle perle sconosciute che sono poi il fondamento della musica attuale…purtroppo i media - in primis TV e radio -, non programmano quasi nulla di retrospettivo, e in questo caso sono (per paradosso) il deterrente massimo della cultura musicale…


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